L'ICONOCLASTA

Il gioco si fa sempre più duro per la Grecia. Il Fondo salva-Stati non restituirà 1,2 miliardi richiesti indietro da Atene: «Non ne ha diritto». Una pessima notizia per una Grecia sempre più a corto di liquidità. Intanto Tsipras promette di portare lunedì la lista di riforme a Bruxelles.

25 marzo 2015 – Atene non ha alcun diritto legale alla restituzione di 1,2 miliardi di fondi legati al piano di ricapitalizzazione delle banche elleniche.

L’annuncio arriva al termine della riunione del cosiddetto Eurogroup Working Group, composto dai viceministri dei paesi membri, che prepara i lavori dei ministri finanziari della zona euro. Alla delegazione greca è stato detto chiaramente che non avrebbero riavuto indietro questi fondi. I partner comunitari si sono tuttavia riservati di valutare nuovamente la richiesta di Atene.

La Grecia ritiene di aver diritto alla restituzione di questi 1,2 miliardi in quanto avrebbe utilizzato per errore – messa sotto pressione dalla Germania – le riserve del proprio fondo per la ricapitalizzazione delle banche Hsfs, l’Hellenic financial stability facility, per dare ossigeno agli istituti di credito ellenici invece delle emissioni del Fondo di stabilità della zona euro (Efsf).

Si allontana così per Atene la prospettiva di un’iniezione di denaro più che mai necessaria, in considerazione delle risorse finanziarie che si vanno esaurendo. La Grecia potrebbe restare a corto di liquidità prima del 9 di aprile, giorno in cui dovrà restituire una tranche del prestito di cui ha usufruito al Fondo monetario internazionale.

«Si è giunti a un’intesa secondo cui, dal punto di vista giuridico, Hfsf non ha pagato un prezzo eccessivo a Efsf. In sede di gruppo di lavoro dell’Eurogruppo si deciderà a tempo debito come muoversi in tal senso», ha spiegato all’agenzia Reuters il portavoce Efsf.

Intanto, la Bce ha alzato di un miliardo (arrivando a oltre 71 miliardi dai circa 70 precedenti), la liquidità d’emergenza (Ela) messa a disposizione delle banche greche da parte dell’istituto centrale ellenico – l’unica fonte di finanziamento rimanente dopo che la Bce ha tolto la deroga che permetteva di accettare come collaterali i titoli di Stato greci nonostante il loro rating “junk”.

Lunedì prossimo, la Grecia ha promesso di presentare il pacchetto di riforme ai suoi partner dell’Eurozona. «Ieri ho parlato con Tsipras – ha annunciato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker al Parlamento europeo – e si è detto disposto a presentare la lista delle riforme a inizio della settimana prossima».

Una riunione di emergenza dell’Eurogruppo, da tenersi venerdì o lunedì, potrebbe dare il via libera a quasi 5 miliardi di nuovi finanziamenti per Atene. Lo scrive la stampa greca: secondo fonti di To Vima, questo pacchetto da 4,9 miliardi comprende 1,9 miliardi dal vecchio programma Smp di acquisto di titoli pubblici da parte della Bce. Ulteriori 1,2 miliardi di euro arriveranno dall’Esm. Questi 3,1 miliardi potrebbero aiutare la Grecia a coprire il proprio fabbisogno ad aprile senza attuare le misure del precedente programma.

Ulteriori 1,8 miliardi verranno resi disponibili dall’Efsf, la tranche finale dal vecchio programma. Per accettare questa rateizzazione, tuttavia, è necessario un accordo sulle riforme e il completamento della revisione, che non si avrà prima della fine di aprile.

Luna De Bartolo

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