Ecofin all’Italia: «Necessaria manovra correttiva». Richiesto un aggiustamento di bilancio pari a 15 miliardi tra quest’anno e il prossimo

13 luglio 2018 – Nonostante le smentite del premier Conte e del ministro delle Finanze Tria, secondo l’ecofon, che ha approvato le raccomandazioni specifiche per Paese pubblicate dalla Commissione Ue a maggio, all’Italia è richiesto «uno sforzo strutturale di almeno lo 0,3% del Pil nel 2018, senza alcun margine aggiuntivo di deviazione sull’anno». Questo perché «c’è un rischio di deviazione significativa» dal percorso verso l’obiettivo di medio termine, ovvero il pareggio strutturale di bilancio. Nel 2019, scrive il Consiglio, «dato il debito sopra il 60%», l’aggiustamento richiesto è dello 0,6%.

Tradotto in soldoni, Bruxelles chiede all’Italia una manovra correttiva del valore di 5 miliardi per il 2018 e 10 per il 2019, per un totale di 15 miliardi.

L’Italia, «a una prima valutazione, si prevede che non rispetterà la regola del debito nel 2018 e 2019». Inoltre, «l’elevato debito pubblico implica che ampie risorse siano assegnate a coprire i costi per servire il debito, a detrimento di misure ce aiutano la crescita incluse istruzione, innovazione e infrastrutture». In generale, «il Consiglio è del’opinione che le misure necessarie dovrebbero essere prese dal 2018 per rispettare le indicazioni del Patto. Sarebbe prudente anche l’uso di entrate inattese per ridurre il debito».

Ancora giovedì, il ministro delle Finanze, Giovanni Tria sosteneva che «in un momento di rallentamento dell’economia non si possono fare aggiustamenti troppo forti che rischiano di essere pro-ciclici, cioè accentuare il rallentamento dell’economia. Nel 2018 nulla cambia. Per il 2019, è sempre bene essere più ambiziosi, ma questo dipende dall’economia, che come sappiamo non sta andando bene a livello europeo e l’Italia segue». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: «Confido che una manovra correttiva non sarà affatto necessaria».

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