Governo, Di Maio: «Il nostro premier è Conte». Salvini: «Nessuno ha niente da temere da noi»

21 maggio 2018 – «Giuseppe Conte sarà un premier politico di un governo politico , indicato da due forze politiche, con figure politiche al proprio interno. E soprattutto con il sostegno di due forze politiche votate. No ai cambi di casacca, no a persone che vengono dal gruppo Misto e che entrano in altri gruppi. Non era questo lo spirito che volevamo dare al governo». Così il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, al termine dell’incontro con il Capo dello Stato.

«Sono molto orgoglioso di questo nome – ha continuato Di Maio – perché è la sintesi del movimento cinquestelle. Non vesserà il popolo italiano. Non è stato eletto? Era nella mia squadra, lo hanno votato 11 milioni di italiani». E ancora: «Credo che possiamo dire di essere in un momento storico: abbiamo indicato al presidente della Repubblica il nome che al meglio può portare avanti con una leadership storica il contratto di governo». Nel caso in cui il presidente «dovesse valutare il nome come giusto, il nostro sarà un governo politico, che metterà al centro le questioni politiche», ha aggiunto l’ex presidente della Camera. «Sarà un governo magari inaspettato, ma votato. È una grande occasione per l’Italia. Speriamo si possa iniziare questo nuovo percorso per la Repubblica Italiana, adesso nasce la Terza Repubblica». «All’estero – è l’appello di Di Maio – dico: fateci partire, poi criticateci».

Al Quirinale è salito anche il leader della Lega Matteo Salvini, insieme al capogruppo al Senato, Gianmarco Centinaio, e quello alla Camera, Giancarlo Giorgetti: «Nessuno ha nulla da temere dalle nostre politiche economiche, che sono molto diverse di quella passate – ha dichiarato il segretario del Carroccio al termine del colloquio con Mattarella -. Questo è un governo che vuole far crescere l’Italia, rendere più stabile il lavoro, riportare le aziende a investire». Il governo – ha aggiunto – metterà al centro l’interesse nazionale «rispettando tutto e tutti, rispettando tutte le normative e i vincoli, ma facendo crescere il Paese».

Poi afferma: «Noi ci siamo, siamo pronti, abbiamo fatto il nome e indicato la squadra, vogliosi di far crescere l’economia del Paese. Il governo di cui vogliamo far parte vuole aumentare il lavoro – ha detto il leader leghista -. Nessuno ha niente da temere, anzi. Ovviamente vogliamo un governo che metta l’interesse italiano al centro, prima gli italiani, rispettando tutti». Il leader della Lega lancia infine un messaggio di avvertimento diretto all’Europa: «Qualcuno all’estero cambi prospettiva. Il nostro sarà un governo di speranza e di futuro, ma non remissivo».

Subito sono arrivate le reazioni delle altre forze politiche, innanzitutto quella di Forza Italia. «Lega e Movimento 5 stelle, da sempre contro i tecnici al governo e contro i cosiddetti “premier non eletti dal popolo”, hanno indicato per Palazzo Chigi il professor Giuseppe Conte – ha sottolineato in modo sarcastico la capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, Mariastella Gelmini, in un post su Facebook -. Illustre accademico, con un curriculum di tutto rispetto e con grandi esperienze, anche a livello internazionale. Persona rispettabilissima, dunque, ma che di politico ha davvero ben poco. Gli elettori gialloverdi o gli italiani conoscono Conte? L’hanno mai visto in faccia? Hai mai udito la sua voce? Lo hanno mai votato? Perché Conte non è stato sottoposto al voto della piattaforma Rousseau o al giudizio dei leghisti nei gazebo?». «Forza Italia – ha affermato Gelmini – sarà all’opposizione di questo governo e contrasterà, in Parlamento e nel Paese, un programma che non potrà che far male all’Italia».

Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina: «Benvenuti nella realtà a Di Maio e Salvini. Dopo aver giocato per anni con la propaganda facile attaccando fantomatici “governi non eletti dal popolo”, hanno scoperto ora che tutti i presidenti del Consiglio sono nominati dal presidente della Repubblica, che servono le intese e che i governi devono ottenere la fiducia dal Parlamento. Per anni hanno sparso falsità, ora si accomodano nella realtà. Che almeno questo serva a non fare altri danni verso il Paese raccontando ancora queste bugie».

Il presidente Sergio Mattarella prende tempo, e martedì riceverà al Quirinale, alle 11 il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, e alle 12 il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

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