La veterana del Watergate: «Con Trump si rischia davvero una crisi costituzionale»

L’ex deputata Elizabeth Holtzman, 76 anni, ha votato gli articoli di impeachment contro il presidente Richard Nixon nel 1974. E oggi vede forti paralleli storici tra quegli eventi e le vicende che coinvolgono Trump. La mia intervista, pubblicata sul Corriere della Sera.

19 giugno 2017 – Mentre Donald Trump ammette di essere sotto indagine nello scandalo Russiagate e lancia attacchi contro il procuratore speciale, uno dei veterani del Watergate più rispettati in Congresso teme che i vari tentativi del presidente di ostacolare l’inchiesta possano portare l’America nel pieno di una crisi costituzionale. Elizabeth Holtzman, 76 anni, democratica, faceva parte della commissione giudiziaria della Camera che nel 1974 ha votato gli articoli di impeachment contro il presidente Richard Nixon nello scandalo Watergate. Ancora oggi lavora come avvocato a New York, e da qualche giorno si trova a spiegare in televisione, contesa da notiziari e programmi di approfondimento giornalistico, quelli che ritiene essere dei forti paralleli storici tra il Watergate negli anni Settanta e il caso Russiagate oggi.

«Il presidente degli Stati Uniti ha rimosso il direttore dell’Fbi perché, a quanto pare, era preoccupato dalle indagini che egli stava conducendo sulle presunte collusioni tra i russi e la campagna di Trump», racconta Holtzman con l’aplomb di un giurista. «Ora sembra che Mueller, il nuovo procuratore speciale,stia tentando di capire se Trump abbia intralciato la giustizia licenziando James Comey. Io non credo che possiamo restare tranquilli, che il presidente permetterà il prosieguo di quest’indagine. E se Trump dovesse licenziare il procuratore speciale, potremmo facilmente entrare in una crisi costituzionale estremamente seria. Quindi la situazione ora è molto incerta. Per il momento Mueller sta facendo il suo lavoro, ma non sappiamo quanto durerà».

Secondo l’On. Holtzman, la rimozione di Mueller accelererebbe le richieste di impeachment ma, sottolinea, è la Camera dei rappresentanti che deve votare gli articoli di impeachment, «e per il momento i repubblicani hanno la maggioranza e continuano ad appoggiare Trump». Quando le chiedo di mettere a confronto Trump e Nixon, l’ex deputata (diventata famosa per aver scritto la prima legge sui procuratori speciali) non esita. Il paragone tra Nixon e Trump, «mi spiace dirlo, ma è molto corretto e questo in sé fa paura. Io c’ero durante il Watergate, ho vissuto tutte le discussioni sull’ostruzione di giustizia, fino al momento in cui abbiamo inchiodato il presidente alle sue responsabilità». Holtzman nota come nel caso Watergate «la prima cosa che il presidente fece fu di ordinare alla Cia di bloccare l’indagine dell’Fbi e poi, in seguito, quel che innescò il procedimento di impeachment fu il licenziamento del procuratore speciale. Ora, noi sappiamo, o almeno apprendiamo dal Washington Post che il presidente Trump non solo ha licenziato il capo dell’Fbi ma avrebbe anche chiesto ad altri due funzionari dell’intelligence di intervenire con Comey allo scopo di fargli chiudere l’indagine. E se questo dovesse essere dimostrato costituirebbe una prova molto concreta e molto pesante (di ostruzione alla giustizia, ndr)».

«Oggi ci troviamo con un presidente degli Stati Uniti che sta tentando di ostacolare un’indagine dell’Fbi sulla sua campagna elettorale, ed è esattamente quello che è accaduto nel Watergate. In entrambi i casi c’è un presidente che crede di essere al di sopra della legge. E inoltre abbiamo a che fare con persone, all’interno della Casa Bianca, che non hanno il senso della moderazione e potrebbero portarci a una crisi costituzionale». Holtzman rileva che nel Russiagate ci sono tre diverse tipologie di questioni sotto indagine: le eventuali collusioni tra i russi e la campagna Trump nel 2016, l’ostruzione alla giustizia da parte di Trump e del suo team nel 2017 e una serie di rapporti finanziari sospetti tra Trump e i suoi uomini e interessi vicini a Putin. Ma, nota Holtzman, anche se il procuratore speciale dovesse stabilire che Trump è colpevole di intralcio alla giustizia — un reato negli Usa — sarebbe impossibile rinviare il presidente a giudizio. Trump potrebbe invece uscirne come un «co-cospiratore non rinviato a giudizio», la stessa etichetta che fu applicata a Richard Nixon nel caso Watergate. Ma un impeachment, ricorda la Holtzman, deve nascere da un voto della Camera e quindi è probabile che bisogna aspettare fino a dopo il voto di novembre 2018, quando sarà rinnovato questo ramo del Parlamento, per vedere se i democratici riprenderanno la maggioranza o se un numero sufficiente di repubblicani moderati decideranno di mollare Trump. «L’importante, per i cittadini americani, è che venga assicurato uno svolgimento dell’inchiesta corretto, scrupoloso e professionale», dice Holtzman. Tuttavia, non ripone molta fiducia nel fatto che le cose andranno così. «Per me», conclude Holtzman, «il rischio di una crisi costituzionale c’è».

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