L’FBI: «Indagini in corso su possibili collusioni tra Trump e la Russia». Poi sbugiarda Trump: «Non c’è prova di intercettazioni da parte di Obama»

پوتین و ترامپ

20 marzo 2017 – «Sono stato autorizzato dal Dipartimento di Giustizia a confermare che l’Fbi sta investigando sui tentativi del governo russo di interferire nelle elezioni presidenziali del 2016, e questo comprende accertamenti sulla natura di qualsiasi legame tra persone della campagna di Trump e il governo russo. E anche capire se c’è stato un coordinamento tra la campagna (di Trump, ndr) e gli sforzi russi. L’indagine prevede anche una valutazione di eventuali reati commessi». Così il direttore dell’FBI James Comey, in audizione presso la commissione intelligence della Camera dei rappresentanti, annunciando per la prima volta che l’agenzia d’intelligence sta indagando sui presunti legami tra elementi della campagna di Donald Trump e l’entourage del presidente russo Vladimir Putin.

L’FBI ha già accertato, a seguito di una precedente indagine, che «il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato nel 2016 una campagna per influenzare l’elezione presidenziale Usa. L’obiettivo dei russi era quello di minare la fiducia dell’opinione pubblica americana nel processo elettorale democratico, denigrare il segretario (di Stato Hillary) Clinton, e danneggiare la sua eleggibilità in quanto potenziale presidente». Nel dossier declassificato di 25 pagine, redatto dalle principali agenzie di intelligence del Paese (FBI, CIA e NSA) e pubblicato all’inizio di gennaio di quest’anno, si affermava inoltre che «Putin e il governo russo avessero sviluppato una chiara preferenza per il presidente eletto Trump».

Ora l’annuncio delle indagini sulle eventuali collusioni con l’attuale presidente degli Stati Uniti e il suo entourage. «Poiché si tratta di indagini aperte in corso, sono classificate, quindi non posso dire di più su ciò che stiamo facendo e sui comportamenti che stiamo esaminando», ha proseguito Comey nel corso dell’audizione.

Il direttore dell’FBI ha inoltre risposto alle domande della Commissione sulle pesanti accuse via twitter lanciate dal presidente Donald Trump nei confronti dell’ex presidente Barack Obama. «Terribile! Ho appena scoperto che Obama mise sotto intercettazione i telefoni della Trump Tower poco prima della vittoria. Nulla è stato trovato, questo è maccartismo», ha scritto Trump in un tweet due settimane fa, senza portare alcuna prova di quello che affermava. Poi ne ha inviato un secondo: «Un avvocato potrebbe ricavarne una grande causa dal fatto che il presidente Obama intercettava i miei telefoni ad ottobre, proprio prima delle elezioni». E ancora: «Quanto è caduto in basso il presidente Obama per decidere di intercettare i miei telefoni durante il sacro processo elettorale. Questo è il Nixon/Watergate. Cattivo (o malato) ragazzo?».

«Per quanto riguarda i tweet del presidente – ha dichiarato Comey -, non ho alcuna informazione che possa supportarli. E abbiamo verificato attentamente all’interno dell’FBI. La stessa risposta arriva dal dipartimento di Giustizia e da tutti i suoi componenti. Il Dipartimento non ha alcuna informazione a sostegno di questi tweet».

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