Ammazziamo il Gattopardo

Perché l’Italia è precipitata nella crisi peggiore degli ultimi trent’anni? La colpa è della Germania, dell’austerity imposta dall’Europa, della moneta unica? O della mediocrità della classe dirigente? Esiste una via d’uscita, una ricetta per rifare il Paese?

Per rispondere a queste domande, Alan Friedman, forse il giornalista straniero che conosce meglio la realtà italiana, parte da quegli anni Ottanta in cui l’Italia era la “quinta potenza economica del mondo” e pareva avviata verso una vera modernizzazione per arrivare fino alle drammatiche vicende degli ultimi anni. Attraverso conversazioni con i protagonisti dell’economia e della politica, da cinque ex presidenti del Consiglio (Giuliano Amato, Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Massimo D’Alema, Mario Monti) a Matteo Renzi, l’uomo nuovo che potrebbe segnare una discontinuità e portare a un cambiamento radicale, Friedman fa luce su retroscena che nessuno ha finora raccontato. Nello stile inconfondibile e avvincente del giornalista di razza, il racconto delle vicende politiche degli ultimi anni assume una nuova luce, rivelando ciò che spesso è stato omesso o taciuto. E si combina con un ambizioso e sorprendente programma in dieci punti per rimettere il Paese sul binario della crescita e dell’occupazione.

Il tempo delle mezze misure è finito, e Friedman, offre una ricetta di riforme di vasta portata per:

· abbattere il debito pubblico
· creare nuovi posti di lavoro
· tutelare le fasce più deboli
· tagliare le pensioni d’oro (e i troppi regali dello Stato)
· promuovere l’occupazione femminile
· ridisegnare la pubblica amministrazione (premiare il merito, punire l’incompetenza)
· tagliare gli sprechi della sanità e delle Regioni
· istituire una patrimoniale leggera ma equa
· liberalizzare i servizi nell’interesse del consumatore
· varare una nuova politica industriale di investimenti mirati.

Si tratta di una sorta di Piano Marshall per puntare all’obiettivo fondamentale: una crescita duratura, l’unica soluzione che possa evitare rischi alla coesione sociale e fronteggiare la piaga della disoccupazione giovanile. Per evitare la rovina o il declino inarrestabile, l’Italia ha davanti a sé una sola strada: sconfiggere quella conservazione che da decenni – o forse da un secolo e mezzo – è disposta a cambiare tutto perché nulla cambi. Qui, per cambiare sul serio, dobbiamo cambiare testa, dobbiamo ammazzare il Gattopardo.

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16 Responses to Ammazziamo il Gattopardo

  1. adriano biasoli says:

    Vorrei che fosse chiarito che “ammazzare il gattopardo” non è la stessa cosa di “smacchiare il giaguaro” perché per troppo tempo la sinistra italiana ha individuato Berlusconi come unica causa del malessere, mentre invece i problemi sono di altro genere. Nascondersi dietro Berlusconi è servito soltanto a nascondere le colpe di un’intera classe dirigente inadeguata

  2. Giuseppe D'Eramo says:

    Buonasera sig. Friedman
    ho appena finito di leggere “Ammazziamo il Gattopardo” ,inutile dire, apprezzatissimo.
    Però ho avuto l’impressione di un contrasto netto del suo scrivere sulla casta: togliamo pure gli autisti ai “grandi giornalisti ?
    Cordialmente
    Giuseppe D’Eramo

  3. Vincenzo Canta says:

    perchè associare un felino simpatico e grazioso come il gattopardo alle italiche brutture?
    Il libro e il flm sono ormai “datati”.
    Fossi un gattopardo (animale) mi offenderei!

  4. alvaro fedeli says:

    ma come è possibile ancora la crescita? la terra ha risorse diciamo pari a 100 quindi è un sistema chiuso. il capitalista è basato sulla rapina della ricchezza. se il mondo “civile” prende il 75% della ricchezza che, si fa per dire, corrisponde a 3/4 della popolazione mondiale, cioè, la crescita si fa a scapito del restante 25% e continuando ancora la crescita la base dei poveri si allargherà. quindi, secondo me, è sbagliato parlare di crescita ma, semmai, si deve parlare di redistribuzione. questo è il punto, cioè, il capitalismo come lo conosciamo oggi non funziona. allora il sistema antiquato è il capitalismo mentre invece il welfare è il futuro.

  5. alvaro fedeli says:

    errata corrige
    “se 1/4 della popolazione mondiale consuma il 75% delle ricchezze a scapito dei 3/4 della popolazione mondiale…..”

  6. Alessandro F says:

    Buonasera Sig. Friedman ho letto “Ammazziamo il Gattopardo” . La ringrazio soprattutto per aver dato una visione chiara agli eventi nella loro sequenza ed importanza (della sostanza avevamo intuito abbastanza ,sicuramente adesso le idee sono più chiare ).
    Vorrei sottolineare due punti :

    quando e caduto il muro di Berlino la politica italiana avrebbe dovuto farsi trovare pronta con un rinnovo della sua costituzione (nata in quel modo per evitare una nuova dittatura a costo di uno stato strutturalmente debole)
    e con una nuova visione dello stato e economia: così non è stato.Questo a causato un blocco che pochi politici hanno tentato di arginare : fra questi il Presidente Francesco Cossiga che fece di tutto per porvi rimedio anche pagandone le conseguenze . Da allora ,in particolar modo ,chi più chi meno ,tutti i presidenti si sono comportati ,rimanendo nei limiti del dettato Costituzionale ,in modo più simile ad una repubblica presidenziale: non per ambizioni ma per necessità .

    La politica degli ultimi 40 anni ha costruito insieme al sistema economico pubblico e privato
    una rete di conflitti di interesse fra soggetti (banche ,fondazioni ,industrie, partecipate ecc.) teoricamente
    in conflitto fra di loro basati su INCARICHI MULTIPLI A POCHISSIMI SOGGETTI che bloccano enormi quantità di denaro. Questo ha ucciso la concorrenza e il controllo che la politica stessa deve dare agli stati (nel senso delle regole del gioco) del sistema economico.

    Prima di andare a togliere soldi a chi ormai non ne ha quasi più non è meglio ridimensionare questo Gattopardo ?

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  8. Giacinto Musicco says:

    Lalucidità del libro è patriottica.
    L’autore merita la cittadinanza onorarai italiana.
    Il suo roadshow è un roadshow d’amore per il Bel Paese

  9. alvaro fedeli says:

    Sig. Friedman,

    ero alla presentazione del suo libro ad arezzo 3/5/2014

    <>

    da un secolo e mezzo e anche di più. in italia non c’è mai stata una classe politica autonoma. per limitarci ai tempi moderni fino all’ggi……… monarchia, fascismo, praticamente protettorato usa (non sono nemico degli usa tutt’altro) sottomissione al potere religioso. l’italia non è mai stato un paese libero.
    non condivido che noi occidentali dobbiamo diventare un pò cinesi e i cinesi devono diventare un pò occidentali. penso che i cinesi devono diventare occidentali, perché, si tratta di regredire in qualità della vita. l’uomo non è un animale da soma. condivido molto del suo libro ma non tutto.

  10. Dante Schianchi says:

    Caro Friedman,
    I punti da ella elencati assomigliano incredibilmente ai 10 punti di Fare per Fermare il Declino. Visto il risultato delle elezioni di Scelta Europea, che è supportata da questo partito, mi chiedo quanti italiani vogliano veramente queste riforme, oppure vogliano essere presi in giro dal solito affabulatore di turno.
    Spero vivamente che Renzi riesca a fare qualcosa nella direzione auspicata, ma ahimè, lo ritengo assolutamente improbabile.La storiella degli 80 euro è il più limpido esempio. “tolgo 100 euro dalle tasche di tutti gli italiani in modo occulto, per darne 8o ad una parte con accompagnamento di grancassa”.
    Il risultato francese e quello inglese sono assolutamente devastanti, esprimono un malessere vestito di un gretto e miope nazionalismo alimentato dagli errori dell’europa della Merkel & C.
    Quando mai arriveremo agli Stati Uniti d’Europa sulla fattispecie della confederazione svizzera?

  11. Michele says:

    Le cose che lei propone sono condivisibili. Peccato che gli atteggiamenti e gli approcci ad affrontare le riforme sono totalmente sbagliati e sicuramente scaturiscono effetti contrari a quelli prefissati. Parlare di mezze misure finite, o come Renzi di rottamazione, o andare avanti tutta senza guardare in faccia nessuno è completamente sbagliato. Io ad esempio sono d’accordo ma mi metto di traverso se non vengono abbassati i livelli di arroganza! I gufi vanno accolti ed ascoltati e non derisi ed ignorati, altrimenti i lor signori rimarranno da soli ed affonderanno con i loro convincimenti! Altro che ammazzare il gattopardo!

  12. alessandro says:

    ho appena finito di leggere la ristampa del Suo libro….e l’ho apprezzato tantissimo specialmente per la capacita’ di evitare le classica deriva complottistica tipica dei giornalisti e politici italiani (ma forse le sue origini culturali in questo contano)… per la semplicita’ a volte forse un po’ troppo cruda con la quale descrive una classe politica, ma non solo, incapace di capire che il mondo e’ cambiato negli ultimi 20 anni e non ultimo per la qualita’ della scrittura semplice e lineare…. COMPLIMENTI!
    P.S. sulla ricetta non mi dilungo perche’ in realta’ sono cose talmente palesi che l’unico grande merito (e comunque non e’ poco) e’ aver messo insieme e organizzato riforme che tutti sanno da anni che si devono e dovranno fare prima o poi…

  13. Antonio Pietro Invernizzi says:

    Insomma, illustre Dr. Friedmann, una ricetta “tutto il contrario di tutto”.
    Delle “cure” che i burocrati europei – tra cui, prepotenti, i tedeschi – pretendono dall’Italia c’è il completo asservimento del nostro Paese ai diktat dei plutocrati, eurocrati; poi, per sommo sfregio, figura anche “la difesa dei più deboli”: ma quando mai?
    E poi la vergognosa analisi della “reazione freudiana” degli Italiani ai diktat di Frau Angela e il consiglio, a quest’ultima, di essere più accorta, di non urtarne la suscettibilità con lo scopo di fregarli meglio.
    In questi comportamenti (della “Mutti” e degli eurocrati nonché dei loro servi in alcuni governi di stati europei, tra cui il nostro da almeno tre governi a questa parte) non vedo certo le idealità che venivano sbandierate dagli statisti durante i lunghi decenni della sua costituzione! E allora, per il rispetto che anche i più miserabili devono avere di se stessi per non essere distrutti dai prepotenti, gli Italiani devono reagire… Purtroppo il compito è disumano perché il ragionamento terrebbe se… non ci fossero mafia, ndrangheta, intere parti dello Stato infiltrate ed asservite a loro. Intanto i farabutti e i corrotti, in osceno accordo, prosperano e la gente per bene affonda sempre di più. Perché nel main stream dei “grandi” mezzi di comunicazione non si sente mai accennare a queste, radicali, implicazioni che vanno ben oltre le punte degli iceberg – attuale questione mafia capitale Roma, qualche mese fa riunione di ndranghetisti – presentato al “popolo decotto” come fumettoni senza approfondirne il reale e incommensurabile danno per l’economia nazionale? … domanda retorica, evidentemente…

  14. marco says:

    Le dico io una ricetta per risolvere la crisi:
    Una ricetta molto semplice, che risolve molti problemi come il gioco del DOMINO.
    GLI USA devo smettere di fare ingerenze nella nostra Penisola. Via le Basi Nato/Usa
    Basta ingerenze politiche del FMI /Goldam Sachs etc nella Politica Italiana.
    Basta Ricette di Opinionisti Americani come Lei (che al 100% sono neo liberiste).
    GLI USA DEVONO TOGLIERE il DISTURBO!! non solo dall’Italia. ma anche in Ucraina, Libia, etc etc etc
    SMETTERE DI ESPORTARE LA LORO “”” DEMOCRAZIA “”” lagasi OLIGARCHIA.
    Una cosa e’ certa Gli Usa/Nato stanno diffondendo Odio, sdegno! Su quello ci riescono benissimo

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