Basta polemiche sull’art. 18. Senza una riforma del mercato del lavoro seria, l’Italia non andrà da nessuna parte

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8 Responses to Basta polemiche sull’art. 18. Senza una riforma del mercato del lavoro seria, l’Italia non andrà da nessuna parte

  1. Alan Friedman, anche se si fa una riforma forzata del mercato del lavoro non si va da nessuna parte. L’Ialia non è la Spagna, che ha adottato rimedi cogenti sopportati dalla popolazione. Unicuique,suum!

  2. Rio says:

    In qualunque Paese serio al mondo, le frasi di Alan Friedman sarebbero scontate, ovvie.
    Solo in Italia, dire certe cose ti attira ancora critiche ed accuse di essere “contro i lavoratori”.

  3. Rino Giraldi says:

    In America quando c’è crisi, e una conseguente grande disoccupazione, questa arriva all’8% circa.
    È la stessa cifra percentuale di disoccupazione che abbiamo noi, ma quando c’è grande occupazione, perché il lavoro tira.
    Da quelle parti non c’è il vincolo dell’articolo 18 ma da noi si. Per un cervello sano sarebbe immediatamente tutto chiaro: togliere di mezzo una buona volta l’articolo 18.
    Dal PD dicono che l’articolo 18 per loro non è una questione ideologica ma una cosa necessaria perché altrimenti questi cattivoni di imprenditori licenzierebbero tutti i loro dipendenti e la disoccupazione dilagherebbe. E qui ci sarebbe da ridere, se invece non fosse una cosa seria.
    Rino Giraldi

  4. umberto says:

    Facile voler abolire un articolo che tutela il lavoratore in caso di licenziamento senza una giusta causa, da posizioni di privilegio, dove se si perde il lavoro si può vivere con dignità, anche se non si trova un nuovo lavoro.
    Per chi vive una situazione meno fortunata in Italia, oggi, perdere il lavoro e non avere una famiglia, vuol dire andare a dormire sotto i ponti.
    Vogliamo fare un mercato del lavoro come in Germania, Francia e Gran Bretagna? sono il primo a volerlo, però, datemi prima il sistema sociale (welfare) che hanno in quei paesi, poi potremo eliminarlo l’articolo 18.
    Strano paese di furbi il nostro, si parte sempre dall’anello debole.
    Sento parlare del problema dell’economia che non riparte in Italia e che il problema sembra essere il consumo interno, perchè l’export va forte. Per forza!!! abbiamo stipendi fermi da anni e non allineati con i prezzi, esempio 1100 euro al mese di stipendio medio, che per molti giovani e non sono un miraggio, e gli affitti a 600 euro, ma come si fa a consumare???? Tutti quei contratti co co co, co co pro e tutte quelle cretinate sono quello che oggi causa il problema di non riuscire a venir fuori dalla crisi (ci sono persone che lavorano a 5 euro lordi l’ora ma cosa si vuole far consumare a queste persone????), all’allungamento dell’età pensionabile (non ci sono abbastanza lavoratori attivi per i futuri pensionati) e chi lavora con quei contratti la pensione nemmeno l’avrà. Senza articolo 18, tutte le grandi aziende con problemi di bilancio (non perchè sono in rosso, badate bene, ma per rispettare gli impegni con i soci per i loro dividendi, licenzieranno senza remore e avremo fiumi di co co co ecc. in più, questa sarà la grande riforma del lavoro!!!) Ma fatemi il piacere andate a prendere in giro qualcun altro, non è una bandiera ideologica (bandiera rossa della Camusso un corno caro Friedman), è sopravvivenza!!!

  5. Abolire l’articolo 18

    • rosario privitera says:

      Prima di tutto bisognerebbe abolire l’ignoranza, impresa molto ardua visto che c’è molta gente che non capisce il significato del termine ingiustificato motivo, se verrà pubblicato si legga il mio intervento, non abbiamo bisogno di comunisti, la loro ideologia è stata sconfitta, fatevene una ragione, non vi riciclate passando dall’espropio proletario all’espropio del lavoro ma sopratutto dello stipendio del proletario

  6. E quand’è che l’Italia avrà imprenditori all’altezza degli altri Paesi? Il mio ultimo editore aveva inserito trojan per spiarci nei computer aziendali

  7. rosario privitera says:

    caro Friedman se per la camusso l’art 18 è una bandiera per lei e quelli come lei l’abolizione è un dogma, quando si importano sistemi da altri paesi bisogna importarli nel loro insieme non solo quello che ci conviene, lei nella sua furia ideologica nel magnificare le lodi delle altre riforme dimentica di dire che in spagna la disoccupazione è il doppio di quella nostrana, dimentica di dire che in germania esiste un sussidio di disoccupazione che permette di vivere decentemete e che si perde solo se si rifiuta una nuova occupazione.è vergognoso quello che cercate di narrare, che i giovani non hanno lavoro per colpa dei vecchi, non hanno diritti perchè altri ce li hanno, la verità è che puntate alla redistribuzione del lavoro mediante espropio in stile comunista.le faccio un esempio, stamattina ad agorà la pappagallina di turno a scelta civica si stracciava le vesti per l’abolizione del famigerato articolo, mussi per reperire risorse portava della cifre, gli stipendi hanno perso il 15% mentre le rendite e i guadagni finanziari hanno guadagnato il 18 , se tassiamo di un uno % potremmo recuperare 45 miliardi da destinare alla crescita , al chè la pappagallina è insorta sostenendo che si trattava di un espropio, ebbene le chiedo se io ingiustamente sono allontanato dal mondo del lavoro è un espropio o no? perchè parliamoci chiaro voi volete espropiare il alvoratore dallo stipendio prendendolo in giro con il contratto a tempo indeyerminato a tutele crescenti dove può essere licenziato senza motivo in qualsiasi momento di fatto ricattabile costretto ad accettare qualsiasi forma di lsfruttamento e di sottopaga, siete dei comunisti all’incontrario che invece dell’espropio proletario propagandate l’espropio del proletari

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