Chiede Antonio: Ho letto il vostro libro “Ammazziamo il Gattopardo” e sono rimasto profondamente soddisfatto perché una persona del vostro spessore culturale ed intellettuale ha avuto il coraggio di dire quello che molti di noi pensano ma che non osano dire per il potere delle Caste (e sono tante) che governano ed amministrano questa Nazione. Inoltre non avete evidenziato solo i problemi che ci assillano ma avete avanzato concrete e fattibili proposte risolutive. Complimenti. Un dubbio, però, ve lo esternerei: non riterrebbe che nel rivedere la pessima Costituzione che abbiano non sia il caso di porre un limite ai mandati elettivi per non dover vedere più un servizio, qual è quello della rappresentanza politica, trasformato in professione? Io opterei per non più di due. Mentre per gli incarichi di a.d. nelle pubbliche amministrazioni, li terrei sino a quando presentano bilanci in attivo, al primo in rosso dovrebbero essere mandati via salvo che non presentino piani di risanamento che se fallissero coprirebbero per intero a proprie spese. Cordialità

Caro Antonio, sono grato che abbia apprezzato il mio libro. Devo dire che in un primo momento volevo inserire nel libro l’idea di un limite ai mandati elettivi, ed in particolare un limite di non più di due, proprio come suggerisce lei. Ma poi bisogna aprire anche la questione dell’elezione diretta o del Premier o del Presidente della Repubblica, e credo che con tutti i problemi che il Paese ha di fronte a sé, questa questione, anche se importante, in questo momento non sarebbe affrontata dalla classa politica. Per chiarezza, sono a favore di un limite ai mandati elettivi e sono anche a favore dell’elezione diretta sia del premier sia del presidente della Repubblica. Questo sì, sarebbe democratico.
Cordiali saluti, Alan

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