Chiede Massimo: Sig. Friedman, una domanda personale… ma lei, anglofono e anglosassone, cosa ci trova di così “attracting” in un paese disgraziato come il nostro? Mi viene quasi da pensare che lei si senta in una specie di zoo socio-politico-gestionale che, nella sua pachidermica immobilità, offre molti spunti di descrizione giornalistica.

Caro Massimo,io sono americano, ma devo dirti che per me l’Italia non è un paese “disgraziato” come scrivi tu, ma un paese ancora importante, un grande paese che purtroppo si è trovato vittima per troppi anni di malgoverno e/o di paralisi politica. Amo l’Italia e amo gli italiani e, nonostante il paese sia senz’altro messo male, voglio credere, da giornalista e osservatore non schierato politicamente, che ci siano ancora delle grandi risorse. La situazione è brutta, gli italiani sono molto più vicini all’abisso di quanto se ne rendano conto. Ma io non ho perso la speranza.

This entry was posted in Chiedi ad Alan. Bookmark the permalink.

One Response to Chiede Massimo: Sig. Friedman, una domanda personale… ma lei, anglofono e anglosassone, cosa ci trova di così “attracting” in un paese disgraziato come il nostro? Mi viene quasi da pensare che lei si senta in una specie di zoo socio-politico-gestionale che, nella sua pachidermica immobilità, offre molti spunti di descrizione giornalistica.

  1. Massimo Bisconcin says:

    Grazie per la sua risposta sul suo legame affettivo con l’Italia e sulla sua speranza ancora in piedi.
    Non condivido tuttavia questa sua fiduciosa visione o attesa.
    Quali segni, quali indicatori, quali fingerprints vede lei come vettori di fiducia e di cambiamento nel Paese?
    Un caro amico piccolo imprenditore ha aperto (non delocalizzato) una nuova company in Croazia, un paio d’ore d’auto dal Veneto. In tre giorni, esattamente TRE giorni! ha staccato la prima fattura perchè la società è stata creata effettivamente in TRE giorni. È l’equivalente di una Srl. Il notaio l’ha pagato 350 euro e l’interprete 30 euro l’ora. L’iva è al 25%, è vero, ma la tassazione Irpef non supera il 30%.
    Perché avrebbe dovuto aprire in Italia? Per quali ragioni e con quali speranze?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *