I SONDAGGI DI ALAN

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6 Responses to Secondo voi, il Regno Unito ha fatto bene a decidere di lasciare l’Ue?

  1. ROBERTO says:

    Un suicidio economico-finanziario che non risolverà i loro problemi anzi li aggraverà. Tra qualche tempo avremo le ripercussioni nell’economia reale e sarà manifesto il peggioramento della crisi sociale con un impoverimento ulteriore del ceto medio basso. Le classi ricche non credo abbiano aspettato l’esito del referendum per mettere al riparo i loro quattrini cosa che invece le famiglie operaie e meno agiate non hanno fatto .

  2. Stefano Bernardi says:

    ABOUT BREXIT

    Sicuramente, stando ai sondaggi, è accaduto il risultato meno aspettato ed atteso.

    Singolare, innanzitutto, che a chiedere di avvalersi della “clausola sul recesso” dei trattati di Lisbona, sia stato il Paese che più di tutti ha goduto di deroghe e libertà. Sara che forse il fatto è più profondo? Credo che il dilemma di Garibaldi (per me ancora irrisolto..) si possa estendere analogicamente al contesto europeo.

    Si sente già parlare di referendum del Nord Irlanda e Scozia… certo! L’effetto domino è dietro l’angolo.

    Occorre che gli Stati-trainanti facciano un passo indietro. Occorre che il processo ibrido della fondazione dell’Ue trovi il suo naturale compimento.

    Le regole attuali, hanno permesso alla Germania (spalleggiata da Hollande) di ergersi a leader – di fatto e riconosciuto – dell’agglomerato di stati.
    Il problema sorge, nel momento in cui, ambo i premier siano in deficit di consenso nazionale.
    Tale status quo, toglie libertà e capacità di tuffarsi in uno sviluppo organico che porterà a una ulteriore limitazione di sovranità, a fronte di un pieno compimento dell’Ue.

    Tra tutti gli interpreti, forse, quello più rilevante sarà Draghi.
    L’unico che potrà attuare politiche volte alla reazione a questa uscita, occorrerà immettere danaro in primis.

    Una riflessione ulteriore di stampo sociologico. Porre come focus la dicotomia generazionale – 18/50 hanno votato per il Remain, over 50 per il leave – oltre che consegnarci una popolazione a prevalenza anziana ci dice che i giovani, di fatto, hanno una maggiore consapevolezza del sistema Europeo.
    Tutte le altre dietrologie non servono.
    Un voto di un giovane vale quanto quello di un anziano… Questa è la democrazia!

    Chiudo dicendo che siamo davanti ad una pagina storica, ADESSO, tralasciando le frasi ad effetto della Merkel o Renzi (ars horandi rivedibile) sara da corciarsi le maniche e adoperarsi per rispondere alla domanda viscerale:
    Che Europa vogliamo e dove sta andando?

    P.s: Matteo Renzo stia con le orecchie dritte! Ci sarà da portarsi avanti nella rinegoziazione dei trattati economici! Magari nell’arco di questi due anni necessari per perfezionare l’EXIT facciamo in modo da avere già dei trattati recepiti dalla camere italiane!

  3. Guido says:

    Si,con l’europa che funziona come oggi,spero che esca anche l’italia

  4. Mauro says:

    Non ho la capacità di valutare le conseguenze per l’Inghilterra e credo non le abbia nessuno in questa fase. Di sicuro era necessario uno shock per far cambiare rotta alla UE e quindi ben venga il voto inglese. Certo non è sicuro che questo sia sufficiente a destare dal letargo i fautori della UE ma se si innesca il reale pericolo di un effetto domino forse qualcosa cambierà davvero e questo può essere solo un bene, poiché le condizioni attuali sono inaccettabili.

  5. franco giacomo sacchi says:

    la frantumazione finale della EU farà comodo solo alle grandi potenze emergenti come Cona , India, Indonesia , Brasile ( e suoi paesi “satellitii ” del Centro e Sud America) , Russia e , at last , anche a USA.
    LA CECITA DI ELETTORI E POLITICI INGLESI UNITA ALLA OTTUSITA DELLA MERKEL E DEI FRANCESI NEL PERSEGUIRE OGNI OLTRE LIMITE LA POLITICA DI AUSTERITA E RIGORE DI BILANCIO, HA PROVOCATO UN DISASTRO DI CUI LA STORIA PARLERÀ A LUNGO..

  6. enzo larizza says:

    E’ stata una scelta antistorica. 1) Perché i singoli paesi per sostenere sempre di più la concorrenza dei paesi forti con grandi multinazionali tendono a dar vita a mercati comuni, come in Sud America ed in Africa; 2) i giovani inglesi nella loro stragrande maggioranza hanno votato per rimanere nell’Unione consci delle opportunità che Essa offriva loro e che ora hanno perso e sono sicuro che si organizzeranno per chiedere un nuovo referendum; 3) la city, non sarà più la capitale finanziaria dell’UE, i capitali in Euro defluiranno verso il continente, con vantaggi anche per Noi e dovrà inventarsi un ruolo nuovo; 4) Scozia ed Irlanda del Nord interessate alla UE, chiederanno referendum per staccarsi dal Regno Unito.
    Per noi, tutto sommato, è andata bene perché potremo procedere più speditamente verso un’unione non più solo economica, ma anche politica, cosa che prima non era possibile in quanto l’Inghilterra remava contro, anche per conto dei cugini Americani che mal  sopportano la nascita di un forte soggetto politico, di fatto temibile concorrente a livello planetario.

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