Tutto in famiglia

Questo libro è insieme la storia di un uomo di potere, della famiglia che lo ha generato (e che ha posto a quel potere solide basi), e della rete di rapporti che hanno consentito e consentono a una dinastia e ai suoi consiglieri di tenere sotto controllo una gran fetta del capitalismo italiano. Attraverso le holding di famiglia e il gruppo FIAT – che non produce soltanto automobili in posizione ormai pressoché monopolistica sul mercato italiano, bensì anche una vastissima gamma di altri prodotti, tra cui tecnologie a uso militare e missilistico – Agnelli controlla (sia direttamente sia indirettamente) quasi un quarto della Borsa italiana, una situazione senza riscontri in altri paesi occidentali. Agnelli ha una posizione di enorme (anche se sempre indiretta) influenza sulla stampa italiana attraverso il controllo effettivo di due dei tre giornali più importanti del Paese. Benché abbia sempre evitato una partecipazione o una collocazione politica diretta, Agnelli è spesso fra le prime persone che presidenti del Consiglio ‘ascoltano’ quando devono prendere decisioni di rilievo. E la sua opinione viene considerata nel ‘Palazzo’ appena egli si pronuncia su un argomento: si tratti di politica estera o di viabilità. Non solo. Grazie alla fama conseguita come playboy e ai successi della squadra di famiglia (la Juventus), Gianni Agnelli è anche il personaggio ‘più affascinante’ per molti italiani. Il suo mito è stato attentamente costruito e curato in questi ultimi ventidue anni alla FIAT in qualità di presidente. Ma proprietà, controlli, trascorsi e carisma indubitabile non sarebbero sufficienti a giustificare la vastità e la capillarità del potere di un uomo e dell’impero che egli rappresenta, se non si tentasse di comprendere i meccanismi che hanno condotto a tutto ciò, gli assetti proprietari delle molte e svariate attività della FIAT e della famiglia Agnelli, le accorte e talora spregiudicate trattative d’affari svolte in campo internazionale, o gli aspetti di o gli aspetti di affari svolte in campo internazionale, o gli aspetti di una corsa – apparentemente inarrestabile – all’espansione e all’eliminazione (o all’assorbimento) di tutto quanto possa opporvisi. Nell’analizzare storie e fatti, nel riportare opinioni e giudizi della stampa internazionale, nel riferire importanti testimonianze dirette e documenti di prima mano, questo libro – che non ha alcuna vocazione per lo scandalo o alcuna tentazione di moralismo – cerca semplicemente di ricostruire la verità e di non adeguarsi alle celebrazioni del mito. Da questa ricerca, che è costata all’autore anni di lavoro, emerge una considerazione: benché la Fiat sia un gruppo all’avanguardia in termini di profitto, di organizzazione del lavoro, di produzione, di tecnologie, essa poggia il suo potere su un’arcaica rete di rapporti feudali, che rischia di pregiudicare il processo di modernizzazione del nostro Paese.

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