I non rimpianti di Saccomanni


Alan Friedman è a Cernobbio, alla riunione primaverile dell’European House – Ambrosetti, quando vede sulla terrazza della Villa d’Este l’ex ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni. Sempre a caccia di momenti gattopardeschi, Friedman si avvicina all’ex ministro e gli chiede di offrire la sua previsione per l’economia italiana nel 2014. Saccomanni, sorridente e gioviale, risponde che ha seguito i sondaggi d’opinione degli industriali e banchieri presenti sulle rive del lago di Como che parlano di ripresa e di un aumento del livello di occupazione.

Friedman insiste un po’, e chiede all’ex inquilino di Via XX Settembre se, dopo l’esperienza del governo Letta, non abbia qualche rimpianto. Ma Saccomanni gli risponde no, sia in italiano sia in inglese («No regrets»). Poi, al suono del gong che chiama i partecipanti a rientrare per la prossima sessione, saluta Friedman e riparte.

Disponibile anche su Corriere.it

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One Response to I non rimpianti di Saccomanni

  1. Caro Alan, per uscire dalla crisi è necessario che il sistema produttivo italiano immetta sul mercato prodotti competitivi sia nella qualità che nel prezzo per essere acquistati. Per raggiungere tale obiettivo è necessario che gli industriali,, grandi, medi e piccoli, facciano un grande sforzo, coinvolgendo i sindacati ed il personale, nella ricerca del miglioramento dei prodotti per combattere la concorrenza. Gli italiani hanno le capacità per fare questa operazione. Anche il governo deve fare la sua parte di aiuto e sostegno, ma le beghe interne alla politica sono un grande ostacolo. al pragmatismo necessario all’operazione. Personalmente la ringrazio per i suoi interventi che ritengo positivi per il dibattito italiano.

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