L’ex presidente della Bce Jean-Claude Trichet: «L’eurozona deve riformarsi, e deve farlo con audacia. Bisogna accelerare con le riforme della governance»


Intervista di Luna De Bartolo – video di Gabriele Franceschi

Al Forum The European House-Ambrosetti, che si è tenuto lo scorso week-end a Villa d’Este (Cernobbio), l’ex presidente della Bce Jean-Claude Trichet è intervenuto sulle prospettive per l’economia globale, sull’Europa e sull’Italia.

«Stiamo assistendo – ha spiegato Trichet – alla conferma di quel che già sapevamo, ovvero a un rallentamento della crescita dei paesi emergenti». E la Cina, commenta l’ex numero uno dell’Eurotower, ne è il caso emblematico. Tuttavia, nota Trichet, il Dragone crescerà comunque a un tasso del 6,5-7%: «Si tratta in ogni caso di una crescita sostanziosa e molto più sostenibile nel medio e lungo periodo».

E non bisogna drammatizzare nemmeno quel che è accaduto sui mercati azionari cinesi: «C’è stata una correzione probabilmente necessaria perché gli utili di capitale che erano stati fatti in precedenza erano loro stessi straordinari ed evidentemente eccessivi».

Quanto all’inflazione nella zona euro, che resta ancora troppo bassa, Trichet avvisa: «Il calo dei prezzi del petrolio e delle materie prime ha sì effetti deflazionistici ma anche espansivi: bisogna guardare agli effetti sul medio periodo e non solo a quelli sul breve». Parlando di Grecia, e del modo in cui l’Ue ha gestito la crisi del suo debito pubblico, l’economista francese ha un messaggio per gli osservatori extraeuropei, che da anni «predicono il collasso e lo smantellamento» di eurolandia: «Non bisogna mai sottostimare la capacità di recupero e la solidità del concetto di zona euro».

Tuttavia, è l’appello di Trichet
, «L’Eurozona deve riformarsi, deve riformarsi con audacia. Bisogna accelerare con le riforme della governance della zona euro».

Poi sull’Italia: «L’Italia ha un potenziale considerevole ma incontra un certo numero di ostacoli sia di natura economica, sia legati alla gestione del settore pubblico. Questo nuoce alla crescita e fa sì che l’Italia sia da anni in una semi stagnazione. Le riforme su cui si è impegnata l’Italia sono essenziali, è esattamente quel che bisogna fare, accelerando».

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