Draghi: «Italia tra i fattori che frenano l’economia dell’eurozona». Ancora giù le stime di Pil e inflazione, Bce annuncia prestiti a lungo termine alle banche da settembre 2019. Tassi fermi fino a fine anno.

7 marzo 2019 – L’Italia è tra i fattori che pesano sul rallentamento dell’economia dell’Eurozona. Lo ha affermato il presidente della Bce Mario Draghi, in conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio dell’istituto di Francoforte, osservando come nell’Eurozona ci sia «un calo della fiducia che si riflette nei vari settori e nei vari Paesi». Draghi ha fatto l’esempio della crisi dell’industria automobilistica in Germania. «Ma ci sono anche altri fattori», ha aggiunto, «uno dei questi è certamente l’Italia».

La Banca centrale europea ha nuovamente ritoccato al ribasso le stime di crescita per l’Eurozona, portando il Pil 2019 all’1,1% dall’1,7% stimato a dicembre, percentuale che era già stata rivista rispetto all’1,8% precedente. Scende all’1,6% la previsione per il 2020 (era all’1,7%), mentre per il 2021 Francoforte conferma una crescita dell’1,5%.

Tagliate inoltre le stime sull’inflazione dell’Eurozona per il 2019 all’1,2% dall’1,6% atteso in precedenza. Riviste al ribasso anche le previsioni per il 2020 a 1,5% (da 1,7% precedente) e per il 2021 a 1,6% (da 1,8%).

A partire da settembre 2019 e fino a marzo 2021, per sostenere le banche in questa nuova fase di rallentamento, affinché non blocchino i prestiti verso le imprese e i consumatori, con conseguenze a cascata sull’economia reale, la Bce ha deciso di lanciare un nuovo programma di Tltro, finanziamenti a lungo termine e a condizioni agevolate per gli istituti di credito. Le operazioni avranno cadenza trimestrale e ciascuna avrà una scadenza di due anni.

«Queste nuove operazioni – si legge nel comunicato della Bce – aiuteranno a mantenere condizioni di credito favorevoli per le banche e aiuteranno con una trasmissione efficace della politica monetaria». In base al nuovo programma di aste Tltro, le controparti potranno prendere a prestito fino al 30% dello stock di prestiti idonei alla data del 28 febbraio 2019, a un tasso che sarà indicizzato al tasso di interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento per tutta la durata dell’operazione. Come gli altri programmi Tltro, le nuove aste prevedono degli incentivi per mantenere condizioni di credito favorevoli. La prima serie di Tltro era stata annunciata nel giugno del 2014, la seconda, composta da 4 operazioni, nel marzo 2016. I due precedenti round di Tltro sono in via di esaurimento. Quella attuale è dunque la terza serie di Tltro posta in essere dalla Bce.

La Banca centrale europea ha inoltre deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse: il tasso principale resta fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%. La decisione è in linea con le attese del mercato.

«Il Consiglio direttivo – è scritto nel comunicato Bce – si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla fine del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine».

Il Consiglio direttivo ha poi confermato che «intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario».

«Le misure adottate oggi sono state votate «all’unanimità, un segnale molto molto buono di coesione, data la loro complessità», ha concluso Draghi.

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