LA SCOZIA DICE NO ALL’INDIPENDENZA DAL REGNO UNITO. I MERCATI FESTEGGIANO, VOLA LA STERLINA

Nella lunga notte scozzese, vincono gli unionisti: il 55 per cento dei votanti (si è recato alle urne ben l’84 per cento degli aventi diritto) ha scelto di non interrompere quel sodalizio con gli inglesi iniziato più di 700 anni fa. Festeggiano i mercati, e la sterlina vola al suo massimo dal 2012.

«Accettiamo la vittoria del no», dice stamattina Alex Salmond, leader indipendentista: «Riconosciamo la scelta democratica degli scozzesi». Poi ringrazia quel milione e seicentomila voti a favore del divorzio dal Regno Unito. E aggiunge: «Si onorino lo promesse. Lo chiedono tutti gli scozzesi», riferendosi alle riforme federali promesse in campagna elettorale da Londra.

«È tempo per il nostro Regno Unito di andare avanti», ha detto il primo ministro britannico David Cameron parlando davanti a Downing Street dopo la diffusione dei risultati del referendum in Scozia. «La questione ora è stata risolta per una generazione o, come ha detto Salmond, per una vita». Poi, sul suo profilo twitter: «Ho appena parlato con Salmond e mi sono congratulato con lui per la campagna combattuta con forza». «Sono felicissimo – ha aggiunto – che il suo Snp parteciperà ai colloqui per una ulteriore devolution».

«Rispetteremo le promesse fatte alla Scozia in pieno», ha quindi dichiarato Cameron. Una bozza di legge sarà pronta «entro gennaio». «Gli scozzesi hanno mantenuto unito il nostro Paese formato da quattro nazioni e come milioni di altre persone sono felicissimo», ha concluso Cameron, assicurando che gli scozzesi «avranno più poteri sulla gestione dei loro affari», ma che questo varrà «ugualmente per gli abitanti di Inghilterra, Galles e Irlanda del nord».

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