La sfida è grossa. E il nemico si chiama stagnazione

16 dicembre 2013 – Dopo l’assemblea del Pd di ieri, lo scambio tra Renzi e Grillo, le battute di D’Alema, la discussione sul finanziamento pubblico ai partiti e tutto quel che è stato detto, la buona notizia e che mi sembra si cominci a capire quanto vasta sia la sfida davanti a tutti noi.

Per comprendere il quadro completo, vorrei citare un editoriale che ho letto stamattina sul Financial Times scritto da un mio connazionale, l’ex ministro del Tesoro Larry Summers. Non amo questa persona, ma riconosco che ha posto un problema interessante e secondo me anche vero quando ha scritto che la stagnazione, o una ripresa debole che non fa scendere il tasso di disoccupazione, potrebbe benissimo diventare il “new normal”, e cioè una situazione normale e diffusa nell’Occidente.

Il rischio di una “jobless recovery”, ovvero una ripresa che non risolve la piaga della disoccupazione, è precisamente il problema che Matteo Renzi ed Enrico Letta devono affrontare nel 2014. La semplificazione della legislazione sul lavoro è un buon inizio, assieme a svariate forme di detassazione per i nuovi assunti. Ma ci saranno delle cose ancora più ambiziose da fare in una ricetta mirata a rimettere l’Italia sul binario della crescita e dell’occupazione. In questo periodo non sto pensando ad altro perché sto finendo per Rizzoli gli ultimi capitoli del mio nuovo libro sul futuro dell’Italia, con una mia ricetta sulle politiche economiche e riforme da seguire se vogliamo davvero rilanciare il paese.

Comunque, è un bene che Renzi riesca a incalzare il governo ed è bene che si cominci. Ma la strada sarà lunga, e non sarà facile.

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One Response to La sfida è grossa. E il nemico si chiama stagnazione

  1. Sovranità monetaria e politiche espansive di piena occupazione, se non la MeMMt, basta applicare un po’ di Abenomics

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