L'ICONOCLASTA

Aborto e ambiente, quando l’ideologia acceca le corti

Per capire quanto stiano diventando medievali gli Stati Uniti d’America grazie alle nomine da parte di Donald Trump di invasati dell’estrema destra alla Corte Suprema, provate a immaginare che la Consulta di Roma si riempia di una serie di personaggi come Pino Rauti, esponenti della destra nostalgica, oppure a una serie di giudici in pieno accordo con i fanatici organizzatori del Congresso mondiale delle famiglie di Verona.

Il mio editoriale pubblicato su La Stampa

Poi, provate a immaginare che un primo ministro prometta ai suoi sostenitori, qualora venga eletto, che nominerà altri giudici di sua scelta ancora, fino a quando la maggioranza ai vertici della Corte costituzionale del Paese non deciderà di sopprimere il diritto delle donne di decidere dei loro diritti riproduttivi, rendendo l’aborto illegale a livello nazionale, e che decreterà che in futuro diventerà sempre più complicato votare alle elezioni per chi appartiene alle minoranze etniche, e che deciderà di rendere sempre più facile il porto di armi come pistole e fucili automatici, e che stabilirà infine che al momento di un eventuale arresto i diritti civili di base di ogni persona saranno sensibilmente limitati. Inconcepibile. Di fatto, però, in America in questi ultimi giorni è accaduto proprio ciò. Conosciamo tutti la famosa frase pronunciata in ogni film di Hollywood: “Ha diritto a rimanere in silenzio, qualsiasi cosa dirà potrà essere usata contro di lei in tribunale. Ha diritto a un avvocato, se non può pagarlo gliene sarà assegnato uno d’ufficio. Ha capito i suoi diritti?”. In verità, a partire da questa settimana sono stati falcidiati anche questi diritti e adesso la polizia può violarli impunemente, mentre i cittadini non hanno possibilità di fare ricorso. L’ultima mossa di questa Corte Suprema iperpoliticizzata è stata la decisione di limitare la capacità del governo di tutelare l’ambiente e combattere il cambiamento climatico. La Corte Suprema ha pure fatto questo, schierandosi dalla parte dei negazionisti della scienza sul cambiamento climatico.

Che cosa è successo? Donald Trump non soltanto è il primo ex presidente ad aver ricevuto due volte un impeachment – prima per aver cercato di ricattare il leader ucraino Zelensky, rifiutando di mandargli armi nel 2019 se non avesse acconsentito ad accusare ingiustamente Joe Biden di reati mai commessi, e poi per aver istigato la violenta insurrezione del 6 gennaio 2021, cercando di ribaltare i risultati delle elezioni del 2020 per la presidenza. A oggi, Trump è anche il primo ex presidente ad aver visto i giudici da lui nominati per la Corte Suprema comportarsi come gli esseri odiosi, razzisti, misogini e omofobi che sono. Brett Kavanaugh, Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett sono i tre giudici unitisi agli ambigui colleghi di destra che già facevano parte della Corte Suprema per svolgere il loro sporco lavoro. Poi c’è Clarence Thomas, il giudice accusato di molestie sessuali e la cui consorte, Ginni Thomas, una fanatica estremista che ha esortato Trump a sbattere in prigione a Guantanamo i suoi avversari politici e che è sotto i riflettori degli indagatori del Congresso che vogliono chiarire il suo eventuale ruolo nell’insurrezione del 6 gennaio. Thomas ha pure detto che vorrebbe che la Corte decidesse anche sulla legalità del matrimonio gay e della contraccezione. Infine, c’è il presidente della Corte Suprema, John Roberts, un conservatore repubblicano che ha fatto vedere di che pasta è fatto quando ha scelto di formare con gli altri la maggioranza di 6 a 3 nella consultazione dei nove giudici per vietare l’aborto.

Tutti questi giudici repubblicani hanno mentito durante le rispettive udienze di conferma al Senato. Tutti loro, in pratica, hanno promesso che, se fossero stati nominati giudici della Corte Suprema, non avrebbero cercato di abrogare la decisione del 1973 (la sentenza Roe vs. Wade) che legalizzò l’aborto. Se ne fregano di aver mentito. Stanno festeggiando la loro deleteria decisione, come per altro stanno facendo decine di milioni di americani che amano ancora Trump.

Da americano che si divide un po’ tra Stati Uniti e Italia posso dirvi in tutta sincerità, cari lettori, che a oggi – malgrado i numerosi problemi con i quali deve vedersela l’Italia, malgrado il comportamento demagogico e spesso irresponsabile della politica italiana – il Belpaese è una società di gran lunga più progressista e democratica della mia. E ammetterlo fa male.

Di sicuro, però, con queste decisioni della Corte Suprema, gli Stati Uniti diventeranno una società più cupa e più distopica, più violenta, più crudele, più spietata. E, viste le nomine a vita dei giudici trumpiani, siamo solo all’inizio di una nuova Corte che potrebbe durare anche per le prossime due generazioni.

Traduzione di Anna Bissanti