Lo scrittore: “Nel Regno Unito nessuno è al di sopra della legge, ma in America c’è un insabbiamento peggiore anche del Watergate”
Alan Friedman intervistato da Lorenzo Mantiglioni per Quotidiano Nazionale
Roma, 21 febbraio 2026 – “Gli Epstein files sono una delle pagine più oscure della storia degli Stati Uniti e Donald Trump ne è l’epicentro”. Sono durissime le considerazioni avanzate dal giornalista e scrittore statunitense, Alan Friedman, a proposito dello scandalo, che ogni giorno si amplia, legato ai file dell’ex finanziere Jeffrey Epstein. Un caso che nelle scorse ore ha registrato l’arresto dell’ex principe Andrew Mountbatten-Windsor, un’azione senza precedenti per un membro del suo rango della casa reale – seppur privato di tutti i titoli – e tuttora ottavo sulla carta nella linea di successione per diritto di sangue.
Che cosa significa l’arresto dell’ormai ex principe Andrew?
“La Gran Bretagna dimostra che nessuno è al di sopra della legge. È un modello ineccepibile che non fa sconti neanche alla Corona, e penso che presto la stessa sorte toccherà all’ex ambasciatore Mandelson. Gli Epstein files sono certamente un terremoto politico e la giustizia, quella onesta e vera, ha agito di conseguenza; una reazione che invece, purtroppo, manca negli Stati Uniti. Negli Usa, infatti, stiamo vivendo un insabbiamento, peggiore anche del Watergate, volto a proteggere non solo Donald Trump, menzionato circa 40mila volte nei documenti, ma anche altri sei tra alti funzionari e membri del Consiglio dei ministri, come Howard Lutnick. Un coinvolgimento che più di amministrazione Trump dovrebbe portarci a parlare di governo Epstein”.
Siamo di fronte a un primo passo verso una maxi-inchiesta internazionale?
“È chiaro che non si tratti di un caso isolato. In diversi Paesi europei ci sono svariate indagini legate agli Epstein files, come in Francia o in Slovacchia, com’è normale che sia quando i magistrati apprendono dalla pubblicazione di una serie di documenti la possibilità che siano stati commessi reati molto gravi, come stupro, spionaggio, ricatti o pedofilia. Penso che anche in Italia presto verrà aperto un fascicolo. Soltanto negli Stati Uniti abbiamo un ministero che cerca di bloccare le indagini”.
L’arresto dell’ex principe Andrew può preoccupare molti?
“Tanto dipenderà dal fatto se Andrew deciderà di parlare con gli inquirenti e di raccontare tutto quello che sa a proposito dei suoi amici americani”.
E Donald Trump che cosa può temere dagli Epstein files?
“Domanda interessante. Noi non sappiamo in che modo Donald Trump figuri nello scandalo, abbiamo solo degli indizi che testimoniano la sua presenza in un ambiente di illegalità. Può darsi che tema qualcosa per la sua famiglia o magari per se stesso, ma sul piano politico non credo che l’affaire Epstein possa produrre conseguenze negative, per esempio, nelle elezioni di Midterm. Su quelle peseranno i prezzi alle stelle dovuti ai dazi e lo shock causato dalla brutalità usata a Minneapolis dall’Ice”.
Si può immaginare che dietro Epstein ci fossero alcuni servizi segreti stranieri?
“La storia dell’ex finanziere è sicuramente un qualcosa di moralmente e legalmente orribile, e non si può escludere che abbia acquisito del materiale compromettente per ricattare persone importanti per conto del Mossad o degli 007 russi. Su questo, in realtà, ci sono alcuni indizi che potrebbero indicare proprio l’esistenza di rapporti con i servizi segreti israeliani o del Cremlino. Chiaramente però non sappiamo fin dove Epstein si sia davvero spinto”.
Che immagine lasceranno gli Epstein files delle élite mondiali?
“Penso che sarà ricordato come lo scandalo che conferma i peggiori sospetti provati dalla gente comune nei confronti dei miliardari e delle classi dirigenti, ovvero che queste persone potevano fare quello che volevano nella totale impunità. Il caso Epstein sarà in futuro studiato per capire i comportamenti deviati delle élite nel Ventunesimo secolo”.






