La ricetta di Alan Friedman per rimettere il Paese sul binario della crescita e dell’occupazione

1. Non c’è salvezza senza l’abbattimento del debito. Bisogna sfruttare il patrimonio pubblico ma non svenderlo.

2. Non c’è creazione di nuovi posti senza tagli drastici del costo del lavoro e una modernizzazione delle regole del sistema.

3. Ci vuole un minimo vitale per tutelare le fasce più deboli, e subito.

4. Pensioni garantite per tutti ma tagli più aggressivi alle pensioni d’oro (e ai troppi regali dello Stato).

5. Un vasto programma per l’occupazione femminile: triplicare gli asili nido e gli sgravi fiscali.

6. Meritocrazia, valutazione e trasparenza totale: le parole d’ordine per ridisegnare la pubblica amministrazione. Chi sbaglia paga.

7. Se vogliamo mantenere la sanità per tutti dobbiamo tagliare gli sprechi e togliere molte delle competenze alle Regioni.

8. Una patrimoniale leggera soprattutto per chi ha più di un milione di euro.

9. La liberalizzazione non deve essere più una parolaccia. Non è un feticcio ma una necessità per i consumatori.

10. Una singola riforma non basta. La crescita nasce soltanto da un insieme di grandi riforme.

(tratto da “Ammazziamo il Gattopardo”, Rizzoli)

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3 Responses to La ricetta di Alan Friedman per rimettere il Paese sul binario della crescita e dell’occupazione

  1. L’abbattimento del debito è stato messo al primo posto ma ciò a mio parere non è la cosa più importante. Una cosa importante è far abbassare il valore del cambio dell’euro attraverso un massiccio “quantitative easing”.

  2. Keith MacLennan says:

    Is there a English version of your site?

  3. Alessandro says:

    Hai detto praticamente tutto, l’ unica cosa su cui non sono d’ accordo è la patrimoniale, è solo demagogia , piuttosto farei un riordino dei salari pubblici, con un dimezzamento degli stipendi e degli incarichi a livello dirigenziale. Vogliono la job security ? Non possono pretendere stipendi uguali se non superiori a quelli privati.

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