L'ICONOCLASTA

Fiducia del mondo nella leadership USA ai minimi storici. Intanto Trump va all’attacco della stampa e assegna ai media i suoi “Fake News Awards”

18 gennaio 2018 – Il mondo guarda con crescente apprensione alla presidenza di Donald Trump: secondo un sondaggio dell’autorevole istituto Gallup, condotto in 134 Paesi e pubblicato dal britannico Guardian, la fiducia globale nella leadership degli Stati Uniti tocca un nuovo minimo, attestandosi oggi al 30 per cento. Un calo di 18 punti rispetto all’ultimo anno dell’amministrazione di Barack Obama, quando la fiducia globale era al 48 per cento. Nella classifica Gallup gli Usa sono stati superati dalla Cina (31 per cento) e staccano di soli tre punti la Russia di Vladimir Putin. A guidare la classifica c’è la Germania, saldamente guidata da Angela Merkel, reputata affidabile dal 41 per cento dei votanti.

Sempre l’istituto Gallup aveva reso noto nei giorni scorsi che il miliardario newyorkese gode – tra i cittadini americani – del più basso rating rispetto a qualsiasi altro presidente Usa dopo il primo anno di mandato.

Intanto Trump continua ad attaccare la stampa americana. Questa volta, il presidente USA ha creato i Fake News Awards, dei finti premi da lui assegnati alle testate che, a suo dire, si sarebbero rese colpevoli di aver rilasciato notizie fasulle per screditare la sua persona, la sua famiglia e la sua amministrazione. Tuttavia, l’iniziativa del presidente americano appare scorretta e pretestuosa: nessuno dei dieci media premiati ha diffuso fake news, termine che indica delle notizie false o artefatte presentate deliberatamente come vere. Si tratta invece di errori in buona fede, riconosciuti e rettificati dalle testate che li hanno commessi e dai giornalisti. In tre casi si tratta addirittura di tweet e non di notizie.

Ad esempio, ABC News lo scorso dicembre ha sospeso per un mese il reporter Brian Ross per aver erroneamente riportato che l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn avrebbe testimoniato come Trump gli avesse chiesto di stabilire contatti con funzionari russi quando era ancora un semplice candidato, mentre invece era stato già eletto presidente, benché non fosse ancora entrato in carica. L’errore è stato subito corretto e il giornalista sanzionato, ma per questa vicenda Trump ha assegnato a ABC il secondo premio.

Sul gradino più alto del podio c’è il New York Times con il premio Nobel Paul Krugman, che in un pezzo d’opinione di novembre 2016 ha affermato che, a suo avviso, l’economia americana non riuscirà mai a riprendersi dalla presidenza Trump, salvo puntualizzare tre giorni dopo che, nel breve periodo, l’economia USA potrebbe tuttavia trarre beneficio dalle iniziative dell’amministrazione repubblicana.

Menzione speciale per il Russia Gate, definito da Trump «la più grande delle bufale mai state propinate al popolo americano». Peccato però che ci sia un’indagine in corso. E l’ultima parola spetterà al procuratore speciale Mueller e alla commissione del Congresso.