L'ICONOCLASTA

FLASH NEWS: DRAGHI TIRA FUORI THE BIG BAZOOKA!

5 giugno 2014 – Il pericolo deflazione c’è. Mario Draghi ha iniziato una guerra santa, una vera e propria jihad finanziaria contro la deflazione, contro il rischio di una spirale negativa dei prezzi e contro il rischio stagnazione, contro una zona euro in cui la domanda resterebbe debole, la disoccupazione alta e la crescita assente.

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Draghi’s Big Bazooka. Il presidente della Bce gioca il tutto per tutto e tira fuori le armi per la guerra contro la deflazione e la stagnazione

L’Europa è a rischio, Italia compresa. Mentre al G7 si parla di Ucraina, c’è un spettro che aleggia sopra il vecchio continente, e si chiama deflazione: la spirale negativa di prezzi che potrebbe rappresentare una minaccia insidiosa per l’Italia, paese con sovrappeso di debito pubblico, i famosi 2,100 mld che rappresenteranno il 135% del Pil

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Credo, spero, che presto vedremo la panoplia di strumenti mirati e asimmetrici contenuta nel tool-kit di Mario Draghi e della Bce. Quantitative easing. LTROs. Taglio del tasso di interesse, forse verso territorio negativo. E forse anche un aiuto per le piccole imprese attraverso le banche. L’uomo che ha salvato l’euro nel 2012 (con le parole) ora deve spingere il bottone della liquidità. La guerra contro deflazione e stagnazione sta per cominciare.

31 maggio 2014 – Il rischio deflazione è oramai chiaro per tutti in Europa. E la ripresa stenta a decollare. L’economia è debole, la domanda interna pure, la forza dell’euro contro il dollaro rallenta il made in Italy, la disoccupazione resta quasi il doppio del 2008. Siamo in un periodo di stagnazione, non c’è una

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Matteo “Il Matador” alla conquista dell’Europa. Ma non sarà facile.

28 maggio 2014 – «Ecco Matteo il Matador!»: così il Renzi vittorioso è stato accolto a Bruxelles da Angela Merkel. Il trionfo del Partito Democratico alle elezioni di domenica regala all’Italia un posto da protagonista in un’Europa che naviga ancora in acque molto agitate, come ci ricorda l’allarme deflazione lanciato da Draghi, e che per

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UN VOTO PER LE RIFORME

26 maggio 2014 – Renzi stravince. La vittoria c’è e rappresenta un credito verso il governo attuale e un voto a favore dell’idea che questo Paese deve svegliarsi e ha bisogno di un elettroshock per affrontare la sfida dell’economia e ritrovare una sua bussola. Ho scritto nel mio libro che le riforme prioritarie non si

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I CONSIGLI DI ALAN PER IL VOTO DEL 25 MAGGIO

Cari Lettori, Si vota. Non farò una predica domenicale. Solo qualche consiglio, sperando che possa servire. Eccoci ai “consigli di Alan” per chi il 25 maggio va a votare alle europee. 1. Andate a votare. Non importa per chi votate ma andate a votare. 2. Tappati il naso e vota per chi pensi sia il

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L’economia italiana è in stagnazione. Il tasso di disoccupazione sta ancora crescendo. I gattopardi della sinistra del Pd, quelli vecchi di testa, vogliono stoppare Renzi. Signori, dopo il 25 maggio bisognerà fare una serie di riforme di vasta portata. E se non si riesce allora sarà meglio accelerare con la legge elettorale e poi tornare a votare nella primavera del 2015

17 maggio 2014 – Non è facile smentire i fatti, specialmente quando sono documentati. Mario Monti ha cercato di rimangiarsi le sue parole sugli eventi dell’estate del 2011, ma dopo il rilascio del video è stato più difficile smentire.

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Basta con il vecchio sindacato che non rappresenta più i lavoratori (ma piuttosto i pensionati). Abbiamo sentito abbastanza della retorica gonfiata e del passato. La Camusso si sta arrampicando sugli specchi della storia. Cerca rilevanza. Non riesce a digerire che ci sia in atto un cambiamento epocale. Dobbiamo ripensare il mondo del lavoro.

6 maggio 2014 – Durante un’intervista che ho fatto lo scorso novembre a Carlo De Benedetti, a Milano, lui ha descritto l’economia italiana come «un piano inclinato ben insaponato». Mi è venuta in mente quest’espressione quando ho visto Susanna Camusso again, urlando again, protestando again, cercando rilevanza per l’ennesima volta, come uno spettro, come un

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Lo scoop che ha scompigliato la politica

Era il 10 febbraio quando il Corriere della Sera e il Financial Times pubblicavano in prima pagina, contemporaneamente, le anticipazioni di Ammazziamo il Gattopardo che rivelavano come Mario Monti fosse stato già sondato da Giorgio Napolitano sulla sua disponibilità a prendere il posto di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi ben cinque mesi prima dell’uscita di

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