L'ICONOCLASTA

Questa Commissione europea è in scadenza. Le risatine di Van Rompuy e Barroso sono spiacevoli ma irrilevanti. L’Italia deve continuare spedita con le riforme, con investimenti per la crescita e l’occupazione, e fregarsene dei sorrisini. Sul lavoro, bene il decreto sul contratto a tempo e sull’apprendistato, ma ci vorrà di più. Bisogna creare le precondizioni per l’occupazione e questo significa avviare una riforma molto seria.

21 marzo 2014 – Diciamo la verità: le risatine di Van Rompuy e Barroso o quelle della Merkel e Sarkozy fanno parte di un’Europa vecchia, sbagliata, e abbastanza antipatica. E ora, nel 2014, con un Paese ancora a terra ma con la consapevolezza che l’Italia vuole cambiare davvero, dobbiamo sperare in un’Europa che cambi anch’essa.

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Renzi e Hollande devono far capire alla Merkel che l’epoca dell’austerity è finita! E la Commissione europea deve stare zitta se l’Italia arriva al 3% invece del 2,6%. I soldi servono per tagliare le tasse e stimolare la domanda interna. Intanto qualcuno vuole tornare in auge. Basta che sia a Bruxelles e non a Roma.

16 marzo 2014 – Sono contento che Hollande e Renzi abbiano concordato un fronte anti-austerity e a favore della crescita e dell’occupazione, ma ora bisogna vedere se la retorica ci porterà ai fatti. L’incontro a Berlino tra Renzi e la Merkel è importante, non perché dobbiamo sottometterci a un esame davanti alla Cancelliera tedesca, ma

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AMMAZZIAMO IL GATTOPARDO (il testo integrale della nuova puntata della web serie) – Come combattere la burocrazia e creare delle regole chiare?

Friedman: Meritocrazia. Valutazione. Mobilità. E trasparenza totale. Sono queste le parole d’ordine per ridisegnare la pubblica amministrazione. Chi sbaglia deve pagare. Se qualcuno della burocrazia sbaglia o è incompetente, e spreca i nostri soldi, i soldi dei contribuenti, va licenziato. Se qualcuno risparmia, introduce delle efficienze, mostra grande capacità, va premiato. Questo è il mio

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Renzi e le riforme: il mondo ci guarda, ora bisogna agire

06 marzo 2014 – Le aspettative dei mercati finanziari, degli investitori internazionali, della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale sono grandi. Le promesse di Matteo Renzi di avviare rapidamente una serie di riforme di vasta portata hanno fatto sì che la posta in gioco sia alta. La posta in gioco riguarda la credibilità del

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LA RICETTA CHOC PER UN PAESE IMMOBILE – Le sfide economiche di Matteo Renzi

18 febbraio 2014 – È da anni che tanti economisti e imprenditori, il Fondo monetario internazionale, la Commissione europea e soprattutto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ripetono un mantra economico per aiutare l’Italia a migliorare la sua produttività e competitività e creare le precondizioni per la crescita e l’occupazione. Questo mantra, che

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Già nell’estate del 2011 Napolitano sondò Monti come premier

Berlusconi lasciò a novembre Ecco il mio articolo uscito martedì sul Corriere della Sera. 12 febbraio 2014 – La torrida estate del 2011 è un momento molto importante e storico per l’Italia. Il capo dello Stato è preoccupato per le sorti del Paese. La crisi della zona euro è in pieno svolgimento. Le conseguenze del

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Monti’s secret summer

Ecco il mio articolo, uscito stamattina sul Financial Times, che svela i retroscena di quell’estate del 2011, quando Giorgio Napolitano già sondava Mario Monti sulla sua disponibilità a prendere il posto di Silvio Berlusconi, cosa che effettivamente avvenne solo diversi mesi dopo. 10 febbraio 2014 – For years Carlo De Benedetti, the Italian industrial tycoon,

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In quest’Italia stanca della crisi, è bene che qualcuno ci ricordi le storie dei piccoli e medi imprenditori che riescono a resistere. Sono loro la vera spina dorsale dell’economia.

26 gennaio 2014 – La ripresa economica in Europa, come ha detto Mario Draghi durante il vertice di Davos, rimane debole, fragile e con dei rischi al ribasso. In Italia, come ho già scritto qui, la ripresa quest’anno non sarà sufficiente per creare nuovi posti di lavoro. Bisogna tagliare il cuneo fiscale in modo molto

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