L'ICONOCLASTA

La parabola storica della Cgil e di una Confindustria che non parla per le tante piccole imprese che sono la spina dorsale dell’economia. Le riforme di vasta portata richiedono l’appoggio degli italiani, ma non dobbiamo attribuire troppo peso alla Cgil, un’organizzazione datata e old-fashioned.

30 marzo 2014 – Diciamolo pure: la Confindustria non rappresenta la maggioranza delle imprese e la Cgil rappresenta per il 60 per cento pensionati e non lavoratori. Susanna Camusso, tristemente, è oggi la leader di un’associazione di pensionati. Ed è interessante vedere quanto sia nervosa in questo periodo. Forse si rende conto che la Cgil,

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Sono americano, ma posso essere in disaccordo con il mio Presidente. Bisogna avere una Nato forte, sì. Ma bisogna anche tagliare la spesa militare in Italia, come Obama sta facendo negli Stati Uniti. Qualche F35 è ok, ma non servono 90 di questi aeroplani per difendere il Bel Paese. La metà basta. Liberiamo risorse per tagliare l’Irpef e l’Irap e per fare investimenti mirati alla crescita!

28 marzo 2014 – «La libertà ha un costo». Certo, ha ragione il mio Presidente, come anche quando aggiunge furbamente che l’accordo di libero commercio tra gli Usa e l’Unione europea «favorirà l’export del gas americano». E, certo, capiamo come funzionano il mondo, la diplomazia, i rapporti tra le nazioni: la regola si riassuma con

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Cambiamenti di mentalità

Vorrei condividere con voi questa bella recensione di “Ammazziamo il Gattopardo”, firmata da Gennaro Sangiuliano e pubblicata questa mattina dalla Domenica del Sole, l’inserto culturale del Sole 24 Ore. Buona lettura! 23 marzo 2014 – Il Principe Fabrizio di Salina, essenza figurata e protagonista del grande romanzo di Tomasi di Lampedusa, sintetizza mirabilmente cosa sia

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Questa Commissione europea è in scadenza. Le risatine di Van Rompuy e Barroso sono spiacevoli ma irrilevanti. L’Italia deve continuare spedita con le riforme, con investimenti per la crescita e l’occupazione, e fregarsene dei sorrisini. Sul lavoro, bene il decreto sul contratto a tempo e sull’apprendistato, ma ci vorrà di più. Bisogna creare le precondizioni per l’occupazione e questo significa avviare una riforma molto seria.

21 marzo 2014 – Diciamo la verità: le risatine di Van Rompuy e Barroso o quelle della Merkel e Sarkozy fanno parte di un’Europa vecchia, sbagliata, e abbastanza antipatica. E ora, nel 2014, con un Paese ancora a terra ma con la consapevolezza che l’Italia vuole cambiare davvero, dobbiamo sperare in un’Europa che cambi anch’essa.

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Renzi e Hollande devono far capire alla Merkel che l’epoca dell’austerity è finita! E la Commissione europea deve stare zitta se l’Italia arriva al 3% invece del 2,6%. I soldi servono per tagliare le tasse e stimolare la domanda interna. Intanto qualcuno vuole tornare in auge. Basta che sia a Bruxelles e non a Roma.

16 marzo 2014 – Sono contento che Hollande e Renzi abbiano concordato un fronte anti-austerity e a favore della crescita e dell’occupazione, ma ora bisogna vedere se la retorica ci porterà ai fatti. L’incontro a Berlino tra Renzi e la Merkel è importante, non perché dobbiamo sottometterci a un esame davanti alla Cancelliera tedesca, ma

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AMMAZZIAMO IL GATTOPARDO (il testo integrale della nuova puntata della web serie) – Come combattere la burocrazia e creare delle regole chiare?

Friedman: Meritocrazia. Valutazione. Mobilità. E trasparenza totale. Sono queste le parole d’ordine per ridisegnare la pubblica amministrazione. Chi sbaglia deve pagare. Se qualcuno della burocrazia sbaglia o è incompetente, e spreca i nostri soldi, i soldi dei contribuenti, va licenziato. Se qualcuno risparmia, introduce delle efficienze, mostra grande capacità, va premiato. Questo è il mio

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Renzi e le riforme: il mondo ci guarda, ora bisogna agire

06 marzo 2014 – Le aspettative dei mercati finanziari, degli investitori internazionali, della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale sono grandi. Le promesse di Matteo Renzi di avviare rapidamente una serie di riforme di vasta portata hanno fatto sì che la posta in gioco sia alta. La posta in gioco riguarda la credibilità del

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LA RICETTA CHOC PER UN PAESE IMMOBILE – Le sfide economiche di Matteo Renzi

18 febbraio 2014 – È da anni che tanti economisti e imprenditori, il Fondo monetario internazionale, la Commissione europea e soprattutto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ripetono un mantra economico per aiutare l’Italia a migliorare la sua produttività e competitività e creare le precondizioni per la crescita e l’occupazione. Questo mantra, che

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Già nell’estate del 2011 Napolitano sondò Monti come premier

Berlusconi lasciò a novembre Ecco il mio articolo uscito martedì sul Corriere della Sera. 12 febbraio 2014 – La torrida estate del 2011 è un momento molto importante e storico per l’Italia. Il capo dello Stato è preoccupato per le sorti del Paese. La crisi della zona euro è in pieno svolgimento. Le conseguenze del

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