L'ICONOCLASTA

Una legge di stabilità troppo leggera e un governo di passi sempre più piccoli. Il governo di larghe intese si regge ormai su una maggioranza parlamentare ristretta. Con la fiducia sulla legge di stabilità l’esecutivo mostra di eccellere solo in un’impresa: evitare le scelte forti. L’ambaradan sulla decadenza di Berlusconi non deve farci dimenticare che siamo sempre qui, senza forti iniziative per la crescita e l’occupazione e ancora senza una riforma elettorale o istituzionale.

27 novembre 2013 – È curioso pensare che proprio nel momento in cui Angela Merkel sta formalizzando una grande coalizione – seria, tedesca e con l’impegno preciso di non alzare la pressione fiscale o il debito – in Italia muore il governo delle larghe intese, che ci ha offerto una politica economica che non ci

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Nel governo delle medie intese si partoriscono soltanto piccole imprese. La mancia nella busta paga dei lavoratori ora sale da 14 euro a 18,50 euro al mese. Non è così che si aggancia la ripresa (da prefisso telefonico) e non è così che si creano occupazione e consumi.

24 novembre 2013 – Non usiamo l’espressione “governicchio”. Diciamo invece che la stabilità politica in sé ha il suo valore per l’economia in quanto produce le condizioni per affrontare in modo coraggioso e lungimirante i grossi problemi del paese. E in Italia? Il governo delle larghe intese, che non ha intrapreso molte grandi iniziative, si

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Sul caso Cancellieri non ho parole. La ministra della Giustizia Ligresti-friendly oggi si è salvata, ma comincia ad apparire antipatica e arrogante. Vince la fiducia e subito dopo spunta fuori un’accusa da Don Salvatore Ligresti, secondo la quale lui avrebbe aiutato la Cancellieri a rimanere prefetto a Parma. Lei smentisce subito. Ma anche se fosse innocentissima, oramai ha perso credibilità e autorevolezza, non dà un buon esempio al pubblico. È senza pudore. Dovrebbe dimettersi.

20 novembre 2013 – Con il suo intervento di ieri sera all’assemblea del Pd («La sfiducia al ministro sarebbe una sfiducia al governo»), Enrico Letta è riuscito a ottenere la sopravvivenza politica per un governo che stenta a coprire la seconda rata dell’IMU ma vuole conservare la stabilità ad ogni costo.

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Ritorno al Futuro, starring Silvio Berlusconi. Alfano viene condannato, ridicolizzato e (retoricamente) asfaltato dal padre che gli ha dato vita. Poi lancia il partito che B. battezza «Cugini d’Italia». Intanto la Cancellieri, senza pudore, è ancora lì, e non si capisce perché. Sembra che la Sciura delle Carceri non abbia capito quanto nobile e corretto sarebbe un suo passo indietro.

16 novembre 2013 – Ok. La scissione c’è, lo strappo si è consumato. Berlusconi ha rilanciato Forza Italia e ha promesso battaglia (elettorale) su temi ricorrenti come la giustizia e altri più d’attualità, come l’idea che all’Italia non convenga forse accettare e subire proprio tutti i diktat dalla Signora Merkel, ora e per sempre. Dice

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De Benedetti: «Voterò Renzi. Bisogna cambiare»

Ecco il mio articolo pubblicato stamattina sul Corriere della Sera. Il video dell’intervista è disponibile su Corriere.it 13 novembre 2013 – Carlo De Benedetti si schiera e annuncia: «alle primarie del Pd voterò per Renzi». E aggiunge che vede «assolutamente» il sindaco di Firenze come futuro premier. De Benedetti si sbilancia per la prima volta

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I tedeschi sono arrabbiati con la Casa Bianca, che prima intercetta il telefonino della Merkel e poi (assieme all’Fmi) dichiara che la Germania fa troppi export e indebolisce l’eurozona. Ora ce l’hanno anche con Mario Draghi, che tagliando il costo del denaro fa «un regalo» a Italia, Francia, Spagna e Grecia, e un «esproprio» a danno dei risparmiatori tedeschi. E non piace neanche la critica di Barroso. Ma Berlino è davvero la capitale dell’Impero del Male?

9 novembre 2013 – Parliamo della Germania. Parliamo dello strapotere del Paese leader del Vecchio Continente. Per tanti critici a Washington, Londra, Bruxelles, Parigi, Roma, Madrid e Atene, Berlino è diventata la capitale dell’Impero del Male. Ma la Merkel è davvero così cattiva o si tratta semplicemente di un big misunderstanding?

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Saccomanni non trova la copertura, ma Alfano lo aiuta e Letta fa di nuovo promesse di crescita davanti a un’Italia e un’Europa di stagnazione, disoccupazione altissima e rischio deflazione. Ha ragione Letta quando dice di non avere «eccessive aspettative».

7 novembre 2013 – Che cosa devono pensare gli italiani? Se martedì Saccomanni dice che la copertura di 2,4 miliardi per mantenere l’abolizione della seconda rata dell’IMU è incerta, e poi mercoledì Alfano lo contraddice, si crea confusione. Tutti alla ricerca della copertura. La coperta è troppo corta. Gli italiani però, già tartassatati, rischiano di

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Saccomanni unplugged: con un’esternazione inconsueta, dice che la Bce terrà in considerazione la forza dell’euro nella sua delibera sul tasso di interesse. Sembrerebbe che solleciti la Bce a tagliare il tasso d’interesse per indebolire l’euro e aiutare gli export. E poi, riapre la questione della seconda rata dell’Imu. OMG!

5 novembre 2013 – Non parliamo del caso della Cancellieri. Non ho voglia. C’è un nuovo sondaggio qui sotto sulla home page in cui potete esprimere il vostro parere. Parliamo invece dell’economia. La Commissione europea ha rilasciato una seria di previsioni sull’Italia che sono peggiori degli annunci del governo. Peggiorano le stime Ue sul Pil

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Berlusconi non si fa cancellare. E nemmeno la Cancellieri. Sarebbe invece da cancellare l’accordo Air France-Alitalia

1 novembre 2013 – Berlusconi scalda i muscoli e promette il suo «impegno personale» nelle prossime elezioni. «E credo – dice il Cavaliere – sia giusto che, su tutto (sulla mia vicenda, sulle tasse, sull’economia, sui nostri programmi riformatori), siano gli elettori a potere giudicare noi e i nostri avversari». Il messaggio è chiaro. Berlusconi

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Il sarcasmo dalemiano si fa sempre più acido e vecchio: Baffino, lo sponsor del Candidato Cupo, paragona Renzi a Virna Lisi. Una scelta discutibile e maschilista. Berlusconi intanto mostra i muscoli e critica la legge di stabilità. Letta e Alfano, cacciavite in mano, fanno aggiustamenti ai famosi 14 euro al mese e alle tasse sulla casa. Ma non cambia nulla.

29 ottobre 2013 – Si può imparare molto da uno studio del linguaggio e dei riferimenti culturali usati dai politici nelle loro uscite pubbliche. C’è chi è empatico e chi è invece freddo, chi simpatico e chi antipatico. E poi c’è chi ragiona con una mentalità da Prima Repubblica, cercando di imitare quel battutista di

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Dopo un weekend di svolta nella politica italiana, Renzi avanza. Alfano gioca la partita della sua vita (politica). Berlusconi appare sereno. E l’economia, la crescita? La legge di stabilità?

27 ottobre 2013 – Questo fine settimana ha probabilmente segnato un punto di svolta nella politica italiana. Ora Renzi avanza, come candidato alla Segretaria e come prossimo candidato del Pd per Palazzo Chigi. Cuperlo, l’uomo cupo di D’Alema, è quasi invisibile. Berlusconi sembra sereno. Alfano appare evanescente.

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